Chi è Maurizio Cavagna?

  • Un Counselor
  • Un consulente educativo nella gestione dei conflitti
Chi sono

Formazione

  • Formazione sulla Comunicazione Nonviolenta di Marshall B. Rosenberg
  • Formazione base di Costellatore Familiare e Sistemico presso la Hellinger® Schule
  • Formazione al 2° livello di Costellazioni e Sistema Gemellare – Metodo Freni®

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su di me

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Le mie radici

Fin da giovane sono stato incuriosito da ciò che incontravo sul mio cammino: scavi, costruzioni, asfaltature, la campagna. Durante le vacanze estive mi appassionavo alla montagna e agli animali.

Alle scuole medie passavo i pomeriggi ad osservare i palazzi che stavano costruendo davanti a casa. In quegli anni ho anche vissuto l’esperienza traumatica di vedere un operaio cadere da un’impalcatura: un ricordo che mi ha segnato profondamente.

Gli studi e gli anni difficili

Avrei voluto frequentare l’istituto agrario, ma la distanza mi ha portato all’ITIS di Sesto San Giovanni. Erano anni turbolenti, di contestazioni e tensioni, tanto che i miei genitori decisero di trasferirmi a una scuola professionale, e poi di nuovo all’ITIS, stavolta dai Salesiani.

Nel 1979 ho svolto il servizio militare come Geniere Alpino a Gemona del Friuli, un luogo a me caro perché già due anni prima avevo partecipato come volontario alla ricostruzione post- terremoto.

Maurizio Cavagna

Famiglia e cambiamenti

Nel 1985 mi sono sposato e ho avuto un figlio. Nel 1991 è arrivata la separazione, con tutte le difficoltà e i conflitti che ne sono seguiti. Dopo un periodo di smarrimento, ho iniziato a studiare Diritto di Famiglia e a seguire corsi di crescita personale, per affrontare meglio quella fase della mia vita.
Il mio impegno mi ha portato a diventare referente dell’Associazione Padri Separati, prima a Milano, poi in Lombardia e infine a livello nazionale.

Lavoro e prime esperienze

Dopo la leva ho lavorato in una ditta di impianti di depurazione acque come responsabile elettrico e capo cantiere, seguendo anche commesse importanti come quella dell’Enel di Civitavecchia.
Pur essendo un uomo pratico e tecnico, sentivo il bisogno di esplorare temi umanistici, così ho frequentato la scuola serale per Operatore Sociale all’Umanitaria di Milano.
Chi sono Maurizio Cavagna

La scoperta della Comunicazione Nonviolenta

Nel 1994 ho partecipato a un seminario di Marshall B. Rosenberg. È stata un’esperienza che ha cambiato la mia vita: mi ha offerto strumenti per affrontare i rapporti familiari, migliorare la relazione con mio figlio e conoscermi più a fondo.

Ho proseguito con la scuola triennale di Psicanalisi della Persona e della Coppia, e con varie formazioni in ambito educativo e relazionale.

Nuovi percorsi lavorativi

Le vicende personali mi hanno spinto a lasciare il lavoro di educatore e reinventarmi come imbianchino. Un mestiere che mi ha insegnato il valore della concretezza: ascoltare, capire, ma poi fare. È stato anche un modo per restare vicino a mio figlio e sostenere la mia famiglia.

Maurizio Cavagna

Counselor e formatore

Negli anni ho approfondito la Comunicazione Nonviolenta, diventando Consulente Educativo nella Gestione dei Conflitti e poi Counselor professionale. Metto a disposizione la mia esperienza personale e la mia formazione per aiutare le persone ad affrontare separazioni, conflitti e percorsi di crescita. Ho organizzato attività sociali, laboratori per bambini, conferenze e corsi.

Ho continuato a formarmi con vari approcci (lavoro corporeo, psicofonia, costellazioni familiari).

L’impegno contro la violenza

Dalla CNV è nato anche il mio interesse verso i temi della violenza. Ho approfondito quanto la nostra società sia impregnata di una cultura che la alimenta. Credo fortemente che sia necessario lavorare su sé stessi e sulla comunicazione per trasformare le relazioni e ridurre la violenza quotidiana.

Il mio rapporto con la terra

Sono nato in una casa con giardino e orto: la terra è sempre stata la mia compagna di vita. Ricordo le galline, i giochi con le lucertole, i lombrichi, le formiche. Ricordo i frutti raccolti direttamente dalla pianta: uva, fichi, cachi.

Il mio primo “orto” l’ho creato da bambino sul balcone, a metà anni ’60: insalatina e patate coltivate in vasi improvvisati. Poco dopo, la mia famiglia si era trasferita in un condominio, ma il legame con la natura è rimasto forte. Conservo ancora il macinino da caffè con cui preparai la farina per la mia prima polenta, usando il granoturco raccolto con le mie mani.

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Il nostro popolo sa che alla natura spetta un ruolo importante, poiché essa può esistere senza l’uomo, ma non l’uomo senza di essa.

detto Indiano d’America

Il primo vero orto è arrivato nel 1982, ritagliando un angolo di campo a Monza. Nel 1996 ho acquistato un pezzo di terra in montagna, ma già prima, grazie alla generosità di Francesco, avevo fatto esperienza con la coltivazione delle patate. Ancora oggi continuo a coltivare, in particolare patate: le considero una metafora dell’essere umano, tanto da utilizzarle anche nei miei corsi. Per me il contatto con la terra va oltre il piacere di mangiare un prodotto coltivato da sé. Coltivare significa coltivare se stessi: un binomio inscindibile fra natura ed essere umano.

Le mie pubblicazioni

Scrivere è un modo per condividere ciò che ho imparato: nei miei libri parlo di relazioni, comunicazione e crescita personale.